Glossario

Le parole della psicologia e della psichiatria, spiegate in modo semplice

Una diagnosi, una relazione clinica, un articolo o una conversazione con un professionista della salute usano spesso parole che nessuno ci ha mai insegnato. Questo glossario le spiega in poche frasi chiare, senza gergo. Ogni definizione rimanda alle parole vicine e, quando esiste, al programma di Psychotip che approfondisce l'argomento.

140 parole spiegate

A

Acuto e cronico

Un disturbo si dice acuto quando compare in modo intenso per un periodo limitato, come una crisi. Si dice cronico quando dura a lungo, spesso diversi anni, con alti e bassi. Anche un disturbo cronico può benissimo essere curato e stabilizzarsi.

Vedi anche: Remissione · Ricaduta

Agorafobia

L'agorafobia è la paura delle situazioni da cui sarebbe difficile uscire, o in cui sarebbe difficile ricevere aiuto in caso di malore: mezzi di trasporto, folla, negozi, code, essere lontani da casa. Porta a evitare queste situazioni, talvolta fino a non uscire più da soli. Non è la paura degli spazi aperti in senso stretto.

Vedi anche: Disturbo di panico · Evitamento · Esposizione

Per approfondire: Gli attacchi di panico e l'agorafobia

Alleanza terapeutica

L'alleanza terapeutica indica la qualità della collaborazione tra la persona e il suo terapeuta: la fiducia, l'accordo sugli obiettivi e sul modo di lavorarci. Gli studi mostrano che una buona alleanza è legata a risultati migliori, qualunque sia il metodo. È quindi legittimo cercare un terapeuta con cui ci si senta a proprio agio.

Vedi anche: Psicoterapia

Allucinazione

Un'allucinazione è una percezione senza un oggetto reale: sentire una voce mentre nessuno parla, vedere o sentire qualcosa che non c'è. Per la persona sembra reale quanto una vera percezione. Può comparire in una psicosi, ma anche con alcune sostanze, con la mancanza di sonno o con malattie fisiche.

Vedi anche: Psicosi · Schizofrenia · Delirio

Per approfondire: Sentire voci: capire e affrontare

Anedonia

L'anedonia è la perdita della capacità di provare piacere o interesse per le cose che si amavano: gli svaghi, gli amici, il cibo. È uno dei due sintomi principali della depressione, insieme alla tristezza.

Vedi anche: Depressione · Attivazione comportamentale · Apatia

Angoscia

L'angoscia è un'ansia molto intensa, spesso avvertita nel corpo: gola stretta, petto oppresso, sensazione che stia per succedere qualcosa di grave. La parola si usa soprattutto nel linguaggio comune; i professionisti parlano piuttosto di ansia o di attacco di panico, a seconda della situazione.

Vedi anche: Ansia · Attacco di panico

Anoressia nervosa

L'anoressia nervosa è un disturbo del comportamento alimentare in cui la persona limita fortemente ciò che mangia, con una paura intensa di prendere peso e una percezione deformata del proprio corpo. Colpisce soprattutto ragazze adolescenti e giovani donne, ma non solo. È un disturbo grave per la salute, che richiede cure specialistiche precoci, spesso insieme alla famiglia.

Vedi anche: Bulimia nervosa · Negazione

Per approfondire: Anoressia: la guida per i genitori

Ansia da separazione

Detto anche: Disturbo d'ansia di separazione

L'ansia da separazione è una paura eccessiva di essere separati dalle persone a cui si è legati, con il timore che succeda loro qualcosa di brutto. È normale nel bambino molto piccolo; diventa un disturbo quando è più intensa di quanto ci si aspetti alla sua età e impedisce, per esempio, di andare a scuola o di dormire da solo.

Vedi anche: Attaccamento · Rifiuto scolastico ansioso · Ansia

Per approfondire: Accompagnare l'ansia del proprio figlio

Ansia per la salute

Detto anche: Ipocondria, disturbo da ansia di malattia

L'ansia per la salute è la paura persistente di avere o di sviluppare una malattia grave, nonostante esami rassicuranti. La persona sorveglia il proprio corpo, cerca informazioni su internet, consulta spesso i medici o, al contrario, li evita. La sua sofferenza è reale, e il disturbo si cura bene.

Vedi anche: Ansia · Disturbo da sintomi somatici

Per approfondire: La paura di essere malati: l'ansia per la salute

Ansia sociale

Detto anche: Disturbo d'ansia sociale, fobia sociale

L'ansia sociale è una paura intensa di essere osservati, giudicati o umiliati dagli altri: parlare in pubblico, mangiare davanti a qualcuno, partecipare a una riunione. La persona teme di arrossire, di tremare o di dire una sciocchezza, ed evita queste situazioni. È molto più di una normale timidezza.

Vedi anche: Ansia · Autostima · Evitamento

Per approfondire: L'ansia sociale: il programma in otto passi

Ansiolitico

Un ansiolitico è un farmaco che riduce rapidamente l'ansia. Alcuni, in particolare quelli della famiglia delle benzodiazepine, espongono a una dipendenza quando li si prende a lungo: per questo, in linea di principio, vengono prescritti per un periodo breve, e la loro sospensione avviene gradualmente, con il medico.

Vedi anche: Ansia · Tolleranza · Disassuefazione · Psicotropo

Antidepressivo

Un antidepressivo è un farmaco usato nella depressione, ma anche in diversi disturbi d'ansia e nel DOC. Il suo effetto compare gradualmente, in genere dopo diverse settimane. Si prende per un periodo prolungato e non si interrompe di colpo: la sospensione si prepara con il medico, riducendolo a poco a poco.

Vedi anche: Depressione · Psicotropo · Effetto indesiderato · Disassuefazione

Antipsicotico

Detto anche: Neurolettico

Un antipsicotico è un farmaco che riduce i sintomi della psicosi, come le allucinazioni e le idee deliranti. Si usa in particolare nella schizofrenia e nel disturbo bipolare. I suoi effetti indesiderati, per esempio sul peso, vengono controllati regolarmente con il medico.

Vedi anche: Psicosi · Schizofrenia · Disturbo bipolare · Effetto indesiderato

Apatia

L'apatia è una perdita di motivazione e di slancio: la persona fa fatica a iniziare qualsiasi cosa e sembra indifferente. Non è pigrizia. Si incontra nella depressione, in alcune malattie del cervello come le demenze, o nella schizofrenia.

Vedi anche: Anedonia · Depressione · Disturbo neurocognitivo

Attaccamento

L'attaccamento è il legame di sicurezza che un bambino costruisce con gli adulti che si prendono cura di lui. A seconda del modo in cui si è risposto ai suoi bisogni, questo legame può essere più o meno rassicurante, e influenza poi il modo di affrontare le relazioni affettive. Queste tendenze possono cambiare nel corso della vita.

Vedi anche: Dipendenza affettiva · Ansia da separazione

Attacco di panico

Detto anche: Crisi di panico, attacco d'ansia

Un attacco di panico è un'ondata improvvisa di paura intensa, che raggiunge il massimo in pochi minuti, con forti sensazioni fisiche: cuore che batte all'impazzata, respiro corto, vertigini, tremori, paura di morire o di impazzire. È molto impressionante, ma non è pericoloso per il corpo. Avere un attacco di panico non significa avere un disturbo di panico.

Vedi anche: Disturbo di panico · Agorafobia · Angoscia

Per approfondire: Gli attacchi di panico e l'agorafobia

Autolesionismo

Detto anche: Autolesività, cutting

L'autolesionismo indica il fatto di farsi del male volontariamente, senza l'intenzione di morire, per esempio tagliandosi o bruciandosi. Il più delle volte è un modo per alleviare un'emozione insopportabile. Richiede un aiuto serio e benevolo, senza rimproveri, e un parere medico per le ferite.

Vedi anche: Regolazione emotiva · Pensieri suicidari · Terapia dialettico-comportamentale (DBT)

Per approfondire: Mio figlio adolescente si fa del male: capire l'autolesionismo e aiutarlo

Autostima

L'autostima è il modo in cui ci si giudica e il valore che ci si attribuisce. Un'autostima bassa si accompagna spesso all'autocritica e alla paura del giudizio degli altri; ci si può lavorare, in particolare cambiando il modo in cui si parla a se stessi e agendo nonostante il dubbio.

Vedi anche: Perfezionismo · Ansia sociale · Depressione

Per approfondire: L'autostima: un programma per ricostruirla

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B

Baby blues

Il baby blues è un periodo di grande sensibilità nei giorni che seguono il parto: pianto facile, umore mutevole, stanchezza. È molto frequente e in genere scompare da solo in meno di due settimane. Se dura più a lungo o peggiora, bisogna pensare a una depressione post-partum.

Vedi anche: Depressione post-partum

Per approfondire: Dopo la nascita: baby blues o depressione post partum?

Benessere psicologico

Il benessere psicologico indica il fatto di sentirsi bene nella propria vita: provare emozioni piacevoli, trovare un senso in ciò che si fa, avere buone relazioni, sentirsi capaci. Non dipende solo dalle circostanze: alcune abitudini, come il sonno, l'attività fisica o i legami con gli altri, lo influenzano chiaramente.

Vedi anche: Salute mentale · Resilienza

Per approfondire: Il benessere psicologico: che cos'è e come aumentarlo

Bulimia nervosa

Detto anche: Bulimia

La bulimia nervosa è un disturbo del comportamento alimentare fatto di abbuffate, in cui si mangia una grande quantità di cibo in poco tempo con l'impressione di non riuscire più a fermarsi, seguite da comportamenti per compensare, come provocarsi il vomito o digiunare. La vergogna spinge spesso a nasconderla, mentre si cura bene.

Vedi anche: Disturbo da binge-eating · Anoressia nervosa

Per approfondire: Le abbuffate e la bulimia

Bullismo

Detto anche: Bullismo scolastico, cyberbullismo

Il bullismo a scuola consiste in violenze ripetute, fisiche, verbali o online, esercitate da uno o più alunni contro un altro, che non riesce a difendersi. Può causare ansia, depressione e rifiuto di andare a scuola. Bisogna prenderlo sul serio, parlarne con il bambino e avvisare la scuola.

Vedi anche: Rifiuto scolastico ansioso · Ansia sociale

Per approfondire: Bullismo e cyberbullismo: la guida per i genitori

Burnout

Detto anche: Sindrome da burnout, esaurimento professionale

Il burnout è un esaurimento legato a uno stress lavorativo che dura senza un recupero sufficiente. Unisce una stanchezza profonda, un distacco cinico dal proprio lavoro e la sensazione di essere diventati meno efficaci. L'ICD-11 lo descrive come un fenomeno legato al lavoro, e non come una malattia mentale. Si parla anche di burnout genitoriale quando l'esaurimento deriva dal ruolo di genitore.

Vedi anche: Stress · Depressione

Per approfondire: Prevenire il burnout · Il burnout genitoriale: quando essere genitori sfinisce

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C

Colloquio motivazionale

Il colloquio motivazionale è un modo di condurre la conversazione che aiuta una persona indecisa a trovare le proprie ragioni per cambiare, per esempio per ridurre l'alcol. Invece di convincerla o di farle la predica, il professionista la ascolta e la aiuta a esplorare ciò che vuole e ciò che la trattiene.

Vedi anche: Dipendenza

Per approfondire: Bere meno, o smettere

Comorbilità

Detto anche: Comorbidità

Si parla di comorbilità quando una persona ha più disturbi nello stesso momento, per esempio una depressione e un disturbo d'ansia, oppure un ADHD e una dipendenza. È frequente, e bisogna tenerne conto per scegliere l'ordine e la forma delle cure.

Vedi anche: Diagnosi

Consapevolezza di malattia

Detto anche: Insight

La consapevolezza di malattia è il fatto di rendersi conto di avere un problema di salute mentale e che una cura potrebbe aiutare. In alcuni disturbi, come la schizofrenia o una fase maniacale, può essere ridotta dalla malattia stessa: non è cattiva volontà.

Vedi anche: Psicosi · Mania e ipomania · Negazione

Controllo coercitivo

Detto anche: Manipolazione affettiva, violenza psicologica

Il controllo coercitivo indica una relazione in cui una persona ne domina un'altra a poco a poco: controlla le sue frequentazioni, il suo denaro, i suoi spostamenti, la svaluta e la isola, al punto che la vittima perde fiducia nel proprio giudizio. Queste violenze sono punite dalla legge in molti Paesi; in caso di pericolo, bisogna chiamare i servizi di emergenza del proprio Paese.

Vedi anche: Dipendenza affettiva · Trauma psichico

Per approfondire: Dominio e controllo: riconoscerli e uscirne

Crisi suicidaria

La crisi suicidaria è un periodo di sofferenza intensa in cui la persona non vede altra via d'uscita che la morte. È temporanea e si può superare con un aiuto. In quel momento bisogna non lasciare la persona da sola, allontanare i mezzi pericolosi e contattare i servizi di emergenza o la linea di prevenzione del suicidio del proprio Paese.

Vedi anche: Pensieri suicidari · Ricovero psichiatrico

Per approfondire: Quando una persona cara parla di morire: chiedere, mettere in sicurezza, accompagnare

Criterio diagnostico

Un criterio diagnostico è uno dei segni che devono essere presenti perché un disturbo venga riconosciuto: per esempio una durata minima, un certo numero di sintomi, un disagio reale nella vita quotidiana. Il professionista verifica questi criteri durante il colloquio; avere uno o due segni isolati non basta.

Vedi anche: Diagnosi · DSM-5-TR · ICD-11

Cure senza consenso

Detto anche: Trattamento sanitario obbligatorio, TSO

In situazioni precise previste dalla legge, una persona può essere curata in psichiatria senza aver dato il suo consenso, perché il suo disturbo le impedisce di valutare il pericolo per sé o per gli altri. Queste misure si svolgono sotto la responsabilità di un medico e, a seconda dei Paesi, sono controllate da un giudice. Le regole variano da un Paese all'altro.

Vedi anche: Ricovero psichiatrico · Consapevolezza di malattia

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D

Delirio

Detto anche: Idea delirante

In psichiatria, un delirio è una convinzione falsa e incrollabile, che la persona mantiene nonostante tutte le prove contrarie e che chi le sta intorno non condivide: credersi perseguitati, sorvegliati, investiti di una missione. Questo significato è diverso dall'uso comune, in cui «delirare» vuol dire dire cose senza senso.

Vedi anche: Psicosi · Allucinazione · Consapevolezza di malattia

Depersonalizzazione e derealizzazione

La depersonalizzazione è l'impressione di essere distaccati da se stessi, come se ci si osservasse dall'esterno o come se il proprio corpo non fosse del tutto il proprio. La derealizzazione è l'impressione che il mondo intorno sia irreale, sfocato o come in un sogno. Queste sensazioni sono angoscianti ma non significano che si sta impazzendo; accompagnano spesso uno stress o un'ansia intensi.

Vedi anche: Dissociazione · Attacco di panico

Depressione

Detto anche: Episodio depressivo, disturbo depressivo maggiore

La depressione è un disturbo dell'umore che dura almeno due settimane, quasi tutti i giorni: tristezza profonda o perdita di interesse per tutto, con per esempio stanchezza, disturbi del sonno e dell'appetito, difficoltà a concentrarsi, sensazione di non valere nulla, talvolta pensieri di morte. Non è un semplice momento di malinconia né una mancanza di volontà, e si cura.

Vedi anche: Anedonia · Attivazione comportamentale · Antidepressivo · Pensieri suicidari

Per approfondire: Capire la depressione · Aiutare una persona cara depressa

Depressione post-partum

La depressione post-partum è una depressione che compare durante la gravidanza o nei mesi che seguono la nascita. Può colpire le madri e anche i padri. Si distingue dal baby blues per la durata e l'intensità, e si cura; parlarne presto è importante per il genitore e per il bambino.

Vedi anche: Baby blues · Depressione

Per approfondire: Dopo la nascita: baby blues o depressione post partum?

Diagnosi

Fare una diagnosi significa riconoscere che un insieme di difficoltà corrisponde a un disturbo descritto e conosciuto. In psichiatria e in psicologia la diagnosi si basa soprattutto su colloqui, sulla storia della persona e talvolta su questionari o test, perché non esiste ancora un esame del sangue o un'immagine del cervello che basti. Una diagnosi serve a scegliere le cure adatte; non riassume una persona.

Vedi anche: DSM-5-TR · ICD-11 · Criterio diagnostico · Screening

Dipendenza

Detto anche: Addiction, disturbo da uso di sostanze

La dipendenza è una perdita di controllo sul consumo di una sostanza, come l'alcol, il tabacco o la cannabis, o su un comportamento, come il gioco d'azzardo: si continua nonostante le conseguenze negative, spesso con un bisogno irrefrenabile, la voglia di consumare. Non è un vizio ma un disturbo, da cui si può uscire con un aiuto.

Vedi anche: Disassuefazione · Tolleranza · Colloquio motivazionale · Disturbo da gioco d'azzardo

Per approfondire: Bere meno, o smettere · La cannabis: fare il punto

Dipendenza affettiva

La dipendenza affettiva indica un bisogno intenso dell'altro per sentirsi esistere e al sicuro: paura dell'abbandono, difficoltà a stare da soli, tendenza ad accettare tutto pur di mantenere la relazione. Non è una diagnosi ufficiale, ma una sofferenza reale, su cui si può lavorare.

Vedi anche: Attaccamento · Autostima · Controllo coercitivo

Per approfondire: Uscire dalla dipendenza affettiva

Disassuefazione

Detto anche: Astinenza, disintossicazione

La disassuefazione è l'interruzione di una sostanza a cui il corpo si è abituato, come l'alcol, il tabacco o alcuni farmaci. Può provocare sintomi di astinenza, a volte seri, per esempio con l'alcol o con alcuni ansiolitici: in questi casi l'interruzione avviene con un accompagnamento medico.

Vedi anche: Dipendenza · Tolleranza · Ansiolitico

Per approfondire: Bere meno, o smettere · Smettere di fumare

Disforia di genere

Detto anche: Incongruenza di genere

La disforia di genere è la sofferenza che una persona può provare quando la sua identità di genere, cioè il genere a cui sente di appartenere, non corrisponde al sesso che le è stato assegnato alla nascita. Nell'ICD-11 si parla di incongruenza di genere, che non figura più tra i disturbi mentali. L'obiettivo è accompagnare la persona e alleviare la sua sofferenza.

Vedi anche: Stigma

Dissociazione

La dissociazione è una sorta di disconnessione: ci si sente scollegati dai propri pensieri, dalle proprie emozioni, dal proprio corpo o da ciò che accade intorno, si hanno vuoti di memoria o l'impressione di andare avanti con il pilota automatico. In forma lieve è comune, come quando si ha «la testa fra le nuvole». Quando è intensa o frequente, è spesso legata a un trauma.

Vedi anche: Depersonalizzazione e derealizzazione · Trauma psichico · Finestra di tolleranza

Distorsione cognitiva

Detto anche: Errore di pensiero

Una distorsione cognitiva è un errore di ragionamento frequente che rende la realtà più cupa di quanto sia: vedere tutto bianco o nero, immaginare il peggio, generalizzare a partire da un solo fallimento, credere di indovinare ciò che pensano gli altri. Tutti ne fanno; alimentano l'ansia e la depressione quando diventano abituali.

Vedi anche: Pensiero automatico · Ristrutturazione cognitiva

Disturbi specifici dell'apprendimento (DSA)

Detto anche: Disturbi dell'apprendimento

I DSA sono difficoltà durature in un apprendimento preciso, mentre l'intelligenza è nella norma: la lettura per la dislessia, la scrittura per la disortografia, il calcolo per la discalculia. La disprassia, una difficoltà nella coordinazione dei gesti, viene spesso considerata insieme a loro. Questi disturbi si individuano con una valutazione e si compensano con la riabilitazione e con adattamenti a scuola.

Vedi anche: Valutazione psicologica · Neurodiversità

Disturbo borderline di personalità

Detto anche: Personalità borderline

Il disturbo borderline unisce emozioni molto intense e mutevoli, una grande paura di essere abbandonati, relazioni instabili, un'immagine di sé fluttuante e comportamenti impulsivi, talvolta gesti per farsi del male. Contrariamente a un'idea diffusa, spesso migliora nettamente con il tempo e con terapie specifiche.

Vedi anche: Regolazione emotiva · Terapia dialettico-comportamentale (DBT) · Impulsività · Autolesionismo

Per approfondire: Le emozioni che traboccano: instabilità e disturbo borderline · Una persona cara con disturbo borderline: capire e aiutare

Disturbo da accumulo

Detto anche: Accumulo compulsivo, disposofobia

Il disturbo da accumulo è una grande difficoltà a separarsi dagli oggetti, anche senza valore, perché la persona sente il bisogno di conservarli e soffre all'idea di buttarli. Gli oggetti invadono la casa, al punto da rendere alcune stanze inutilizzabili e talvolta pericolose.

Vedi anche: Disturbo ossessivo-compulsivo (DOC)

Disturbo da binge-eating

Detto anche: Disturbo da alimentazione incontrollata

Il disturbo da binge-eating comporta abbuffate con perdita di controllo, come la bulimia, ma senza comportamenti per compensare. Le abbuffate si accompagnano a sofferenza, vergogna o senso di colpa. È il più frequente dei disturbi del comportamento alimentare.

Vedi anche: Bulimia nervosa

Per approfondire: Le abbuffate e la bulimia

Disturbo da deficit di attenzione/iperattività (ADHD)

L'ADHD è un disturbo dello sviluppo che unisce, in misura variabile, difficoltà di attenzione, agitazione e impulsività, presenti fin dall'infanzia e in diversi ambiti della vita. Spesso continua nell'età adulta, in una forma che cambia. Non è un problema di educazione; esistono aiuti efficaci, psicologici, educativi e talvolta farmacologici.

Vedi anche: Impulsività · Psicostimolante · Sostegno alla genitorialità · Neurodiversità

Per approfondire: ADHD nel bambino e nell'adolescente: le strategie che funzionano a casa · ADHD nell'adulto: organizzare la vita quotidiana

Disturbo da dismorfismo corporeo

Detto anche: Dismorfofobia

In questo disturbo, la persona è preoccupata in modo invadente da uno o più difetti del proprio aspetto, che gli altri non notano o trovano minimi. Si guarda a lungo allo specchio, si confronta con gli altri, cerca di nascondere o correggere questo difetto, fino a isolarsi. È imparentato con il DOC.

Vedi anche: Disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) · Autostima

Disturbo da gioco d'azzardo

Detto anche: Gioco d'azzardo patologico, ludopatia

Il disturbo da gioco d'azzardo è una dipendenza comportamentale: la persona non riesce più a controllare le sue puntate, gioca per rifarsi dopo una perdita, mente sulle sue perdite e mette in pericolo le sue finanze e le sue relazioni. Come le altre dipendenze, si cura.

Vedi anche: Dipendenza · Impulsività

Per approfondire: Il gioco d'azzardo: fare il punto

Disturbo da lutto prolungato

Il lutto è una reazione normale alla perdita di una persona cara, con una tristezza che si attenua a poco a poco. Si parla di disturbo da lutto prolungato quando, molto tempo dopo la perdita, cioè almeno sei mesi secondo l'ICD-11 e un anno secondo il DSM-5-TR nell'adulto, il dolore resta così intenso da impedire di riprendere la propria vita. Questo disturbo si cura.

Vedi anche: Depressione · Disturbo dell'adattamento

Per approfondire: Il lutto: capire, attraversare, e sapere quando chiedere aiuto · Accompagnare un bambino o un adolescente in lutto

Disturbo da sintomi somatici

In questo disturbo, la persona soffre di sintomi fisici, come dolori o stanchezza, e ci pensa in modo eccessivo: preoccupazione, tempo ed energia che vi dedica. I sintomi sono reali, che si trovi o meno una causa medica; la cura mira a ridurre lo spazio che occupano nella vita.

Vedi anche: Somatizzazione · Ansia per la salute

Per approfondire: Vivere con il dolore cronico

Disturbo da stress post-traumatico (PTSD)

Detto anche: DPTS

Il PTSD può comparire dopo un evento traumatico. La persona rivive l'evento suo malgrado, attraverso ricordi invadenti o incubi, evita ciò che glielo ricorda e resta in uno stato di allerta permanente. Quando queste difficoltà durano più di un mese e ostacolano la vita, si tratta di un disturbo, che si cura con psicoterapie centrate sul trauma.

Vedi anche: Trauma psichico · Flashback · Ipervigilanza · EMDR

Per approfondire: Lo stress post-traumatico: capire e ricostruirsi

Disturbo dell'adattamento

Il disturbo dell'adattamento è una reazione di sofferenza più forte o più duratura del previsto di fronte a un evento di vita difficile: una separazione, la perdita del lavoro, un trasloco, una malattia. La persona si sente sopraffatta, triste o ansiosa. Spesso migliora in qualche mese, soprattutto con un sostegno.

Vedi anche: Stress · Depressione

Disturbo della condotta

Il disturbo della condotta indica, nel bambino o nell'adolescente, comportamenti ripetuti che non rispettano né i diritti degli altri né le regole importanti: aggressioni, distruzioni, furti, bugie gravi, fughe. Richiede una presa in carico precoce, che spesso coinvolge la famiglia e la scuola.

Vedi anche: Disturbo oppositivo provocatorio (DOP) · Sostegno alla genitorialità

Disturbo dello spettro autistico

Detto anche: Autismo, disturbo dello spettro dell'autismo, ASD

L'autismo è un modo diverso di svilupparsi, presente fin dall'infanzia, che riguarda la comunicazione e le relazioni sociali e si accompagna a interessi intensi, comportamenti ripetitivi e spesso a una sensibilità particolare ai rumori, alle luci o alle consistenze. Si parla di «spettro» perché assume forme molto varie, e talvolta viene riconosciuto solo nell'età adulta.

Vedi anche: Neurodiversità · Disturbo da deficit di attenzione/iperattività (ADHD)

Per approfondire: Sono autistico? L'ADHD in età adulta

Disturbo dello sviluppo intellettivo

Detto anche: Disabilità intellettiva

Questo disturbo unisce, fin dall'infanzia, capacità intellettive nettamente inferiori alla media e difficoltà di adattamento nella vita quotidiana: comunicazione, autonomia, apprendimenti. La sua intensità varia molto da una persona all'altra, e un accompagnamento adeguato permette di sviluppare al meglio le proprie capacità.

Vedi anche: Quoziente intellettivo (QI) · Valutazione psicologica

Disturbo depressivo persistente

Detto anche: Distimia

Il disturbo depressivo persistente è un umore depressivo che dura da almeno due anni nell'adulto, per la maggior parte del tempo, spesso in modo meno intenso di un episodio depressivo. Poiché si installa per molto tempo, la persona può finire per credere che sia semplicemente il suo carattere, mentre invece si cura.

Vedi anche: Depressione · Acuto e cronico

Disturbo di panico

Il disturbo di panico consiste nell'avere attacchi di panico ripetuti, spesso senza preavviso, e nel vivere nella paura che ritornino. Questa paura spinge a cambiare le proprie abitudini, per esempio a evitare certi luoghi. Si cura molto bene, in particolare con la TCC.

Vedi anche: Attacco di panico · Agorafobia · Evitamento

Per approfondire: Gli attacchi di panico e l'agorafobia

Disturbo di personalità

Un disturbo di personalità è un modo di pensare, di sentire e di entrare in relazione che è rigido, si è stabilito fin dall'adolescenza o dall'inizio dell'età adulta e causa sofferenze ripetute, alla persona o a chi le sta intorno. Non è un difetto di carattere: queste difficoltà possono cambiare con cure adeguate.

Vedi anche: Disturbo borderline di personalità

Disturbo dissociativo

Un disturbo dissociativo è un disturbo in cui la dissociazione è così intensa o frequente da sconvolgere la vita: vuoti di memoria importanti, sensazione duratura di irrealtà o, più raramente, presenza di più identità distinte. È spesso legato a traumi precoci e si cura con psicoterapie specialistiche.

Vedi anche: Dissociazione · Depersonalizzazione e derealizzazione · Trauma psichico

Disturbo mentale

Detto anche: Disturbo psichico, malattia mentale

Un disturbo mentale è un insieme di difficoltà del pensiero, delle emozioni o del comportamento che fa soffrire o ostacola chiaramente la vita quotidiana, e che corrisponde a una descrizione conosciuta. Non è una mancanza di volontà né una debolezza di carattere. La maggior parte dei disturbi mentali si cura.

Vedi anche: Salute mentale · Diagnosi · Stigma

Disturbo neurocognitivo

Detto anche: Demenza

Un disturbo neurocognitivo è un declino delle capacità di pensiero, come la memoria, il linguaggio, l'orientamento o l'organizzazione, dovuto a una malattia del cervello, per esempio la malattia di Alzheimer. Quando ha conseguenze sull'autonomia nella vita quotidiana, si parla di disturbo neurocognitivo maggiore, un tempo chiamato demenza.

Vedi anche: Apatia · Neuropsicologo

Per approfondire: Accompagnare una persona cara con l'Alzheimer o un'altra demenza

Disturbo oppositivo provocatorio (DOP)

Questo disturbo del bambino si manifesta con rabbia e irritabilità frequenti, litigi ripetuti con gli adulti, rifiuti di obbedire e provocazioni, nettamente più che nei bambini della stessa età. I programmi di formazione per i genitori ne sono il trattamento più consolidato.

Vedi anche: Sostegno alla genitorialità · Disturbo della condotta · Disturbo da deficit di attenzione/iperattività (ADHD)

Per approfondire: Bambino oppositivo, bambino ADHD: il programma per genitori PSYCHOTIP®

Disturbo ossessivo-compulsivo (DOC)

Il DOC unisce ossessioni, cioè pensieri invadenti che angosciano, e compulsioni, cioè gesti o rituali ripetuti per calmare questa angoscia. Può occupare ore ogni giorno. Non è un semplice amore per l'ordine: è un disturbo che fa soffrire e che si cura, in particolare con l'esposizione con prevenzione della risposta.

Vedi anche: Ossessione · Compulsione · Esposizione con prevenzione della risposta

Per approfondire: Il DOC: il programma di esposizione in otto passi

DSM-5-TR

Il DSM è il manuale di classificazione dei disturbi mentali pubblicato dall'Associazione americana di psichiatria. La versione attuale, il DSM-5-TR, risale al 2022. Per ogni disturbo fornisce una descrizione e un elenco di criteri, e questo permette ai professionisti di tutto il mondo di parlare la stessa lingua.

Vedi anche: ICD-11 · Criterio diagnostico · Diagnosi

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E

Effetto indesiderato

Detto anche: Effetto collaterale

Un effetto indesiderato è un effetto di un farmaco che non si cerca, come la nausea, la sonnolenza o un aumento di peso. Molti sono passeggeri. È importante parlarne con il medico invece di interrompere il trattamento da soli, perché spesso esistono altre soluzioni.

Vedi anche: Psicotropo · Antidepressivo · Antipsicotico

EMDR

L'EMDR è una psicoterapia del trauma. Mentre la persona ripensa a un ricordo doloroso, il terapeuta guida dei movimenti degli occhi da sinistra a destra, oppure dei suoni o dei leggeri colpetti alternati. L'Organizzazione mondiale della sanità la cita tra i trattamenti raccomandati del disturbo da stress post-traumatico nell'adulto.

Vedi anche: Disturbo da stress post-traumatico (PTSD) · Trauma psichico · Flashback

Enuresi

Detto anche: Pipì a letto

L'enuresi consiste nel bagnare il letto ripetutamente di notte, a un'età in cui di solito non succede più, in genere a partire dai 5 anni. È frequente, involontaria e non ha nulla a che fare con una mancanza di educazione. Spesso scompare con l'età, ed esistono soluzioni efficaci, come l'allarme notturno.

Vedi anche: Sostegno alla genitorialità

Per approfondire: La pipì a letto: la guida per i genitori

Esposizione

L'esposizione è una tecnica di terapia che consiste nell'affrontare, gradualmente e volontariamente, ciò che fa paura e che si evita: una situazione, un oggetto, un ricordo, una sensazione. Restando di fronte alla paura invece di fuggire, si scopre che il pericolo temuto non arriva o che lo si può sopportare, e la paura diminuisce con la pratica.

Vedi anche: Evitamento · Fobia specifica · Esposizione con prevenzione della risposta · Terapia cognitivo-comportamentale (TCC)

Per approfondire: Le fobie: esporsi per gradi

Esposizione con prevenzione della risposta

Detto anche: ERP, esposizione e prevenzione della risposta

È il trattamento psicologico di riferimento del DOC. Ci si espone a poco a poco a ciò che scatena le ossessioni, per esempio toccare la maniglia di una porta, e ci si astiene dal fare la compulsione abituale, come lavarsi le mani. L'ansia sale, poi scende da sola, e il cervello impara che il rituale non era necessario.

Vedi anche: Disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) · Ossessione · Compulsione · Esposizione

Per approfondire: Il DOC: il programma di esposizione in otto passi

Evitamento

L'evitamento consiste nel fuggire o nell'aggirare ciò che fa paura o che è spiacevole: una situazione, un luogo, un pensiero, un ricordo. Dà sollievo sul momento, ma a lungo termine mantiene la paura, perché non si scopre mai che si sarebbe riusciti ad affrontarlo. Ridurre l'evitamento è al centro del trattamento di molti disturbi d'ansia.

Vedi anche: Esposizione · Ansia · Fobia specifica

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F

Finestra di tolleranza

La finestra di tolleranza è un'immagine: è la zona di attivazione in cui si possono provare emozioni continuando a pensare e ad agire. Al di sopra si è sopraffatti, in allarme o arrabbiati; al di sotto ci si sente spenti, vuoti o scollegati da sé. Le cure del trauma cercano spesso di allargare questa zona.

Vedi anche: Trauma psichico · Regolazione emotiva · Dissociazione

Per approfondire: Capire il trauma e la finestra di tolleranza

Fobia specifica

Una fobia specifica è una paura intensa e sproporzionata di un oggetto o di una situazione precisa: i ragni, il sangue, l'aereo, il vuoto, le iniezioni. Spesso la persona sa che la sua paura è eccessiva, ma evita ciò che la scatena. L'esposizione graduale ne è il trattamento più efficace.

Vedi anche: Esposizione · Evitamento · Ansia

Per approfondire: Le fobie: esporsi per gradi

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I

ICD-11

L'ICD è la Classificazione internazionale delle malattie dell'Organizzazione mondiale della sanità. La sua undicesima versione, l'ICD-11, è in vigore dal 2022. Comprende tutte le malattie, tra cui i disturbi mentali, e assegna a ciascuna un codice usato nelle cartelle cliniche e nelle statistiche sanitarie.

Vedi anche: DSM-5-TR · Diagnosi

Insonnia

L'insonnia è una difficoltà ad addormentarsi, a restare addormentati o un risveglio troppo precoce, almeno tre notti a settimana da mesi, con stanchezza o disagio durante la giornata. Il trattamento raccomandato per primo è una terapia cognitivo-comportamentale specifica per l'insonnia, i cui effetti durano più a lungo di quelli dei sonniferi.

Vedi anche: Sonnifero · Incubi ricorrenti · Stress

Per approfondire: Ritrovare il sonno: il programma Psychotip® · Il sonno di bambini e adolescenti: la guida per i genitori

Ipervigilanza

L'ipervigilanza è uno stato di allerta permanente: si sorveglia continuamente ciò che accade intorno a sé, si sobbalza al minimo rumore, si fa fatica a rilassarsi o a dormire. È frequente dopo un trauma, come se il corpo si aspettasse ancora il pericolo.

Vedi anche: Disturbo da stress post-traumatico (PTSD) · Trauma psichico · Stress

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M

Mania e ipomania

La mania è un periodo in cui l'umore è anormalmente euforico o irritabile, con un'energia straripante, poco bisogno di sonno, idee che si accavallano e decisioni rischiose, per esempio grosse spese. Dura almeno diversi giorni e disorganizza la vita. L'ipomania ne è una forma meno intensa. Questi episodi caratterizzano il disturbo bipolare.

Vedi anche: Disturbo bipolare · Stabilizzatore dell'umore · Consapevolezza di malattia

Per approfondire: Una persona cara con disturbo bipolare: capire e accompagnare

Meccanismo di difesa

Un meccanismo di difesa è un modo, in gran parte inconscio, di proteggersi da un'emozione o da un pensiero troppo doloroso, per esempio negandolo, dimenticandolo o volgendolo in scherzo. Tutti ne usano; diventano un problema quando si irrigidiscono e impediscono di affrontare le cose.

Vedi anche: Negazione · Psicoanalisi

Mindfulness

Detto anche: Piena consapevolezza

La mindfulness consiste nel portare l'attenzione, volontariamente, su ciò che accade nel momento presente, cioè sensazioni, pensieri ed emozioni, senza giudicare e senza cercare di cambiarlo. Si impara con esercizi regolari. I programmi di otto settimane che la insegnano riducono in particolare il rischio di ricaduta depressiva.

Vedi anche: Terapia dell'accettazione e dell'impegno (ACT) · Ruminazione · Stress

Per approfondire: La mindfulness: il programma in otto settimane

Mutismo selettivo

Il mutismo selettivo è un disturbo d'ansia del bambino: il bambino parla normalmente a casa, ma non riesce a parlare in alcune situazioni, il più delle volte a scuola, e questo per almeno un mese. Non è né opposizione né normale timidezza, e si cura con un'esposizione graduale alla parola, insieme ai genitori e alla scuola.

Vedi anche: Ansia sociale · Esposizione · Rifiuto scolastico ansioso

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N

Negazione

Detto anche: Diniego

La negazione consiste nel rifiutarsi di riconoscere una realtà troppo dolorosa o preoccupante, come una malattia o una perdita. Per un certo tempo protegge dallo shock. Nelle dipendenze o nei disturbi alimentari è anche una causa di ritardo nelle cure, e ci si lavora con pazienza piuttosto che con lo scontro.

Vedi anche: Meccanismo di difesa · Consapevolezza di malattia

Neuropsicologo

Il neuropsicologo è uno psicologo specializzato nei legami tra il cervello e le capacità di pensiero: la memoria, l'attenzione, il linguaggio, l'organizzazione. Esegue valutazioni che misurano queste capacità, per esempio in caso di dubbio su un ADHD, dopo un incidente o di fronte a disturbi della memoria, e propone esercizi per allenarle.

Vedi anche: Valutazione psicologica · Test psicometrico · Riabilitazione cognitiva · Disturbo neurocognitivo

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O

Ossessione

Nel DOC, un'ossessione è un pensiero, un'immagine o un impulso che si impone in modo ripetuto, contro la volontà della persona, e che provoca una forte ansia: paura di essere contaminati, di fare del male, di aver dimenticato di chiudere la porta. In genere la persona sa che questi pensieri sono esagerati, ma non riesce a scacciarli.

Vedi anche: Disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) · Compulsione · Esposizione con prevenzione della risposta

Per approfondire: Il DOC: il programma di esposizione in otto passi

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P

Pedopsichiatra

Detto anche: Neuropsichiatra infantile

Il pedopsichiatra è uno psichiatra specializzato nei bambini e negli adolescenti. Conosce le difficoltà proprie di ogni età e lavora spesso con i genitori, la scuola e altri professionisti dell'infanzia.

Vedi anche: Psichiatra · Sostegno alla genitorialità

Pensieri suicidari

Detto anche: Ideazione suicidaria

I pensieri suicidari vanno dal desiderio di non esistere più al pensiero di togliersi la vita, talvolta con un piano. Esprimono una sofferenza fortissima, non una libera scelta. Parlarne, con una persona cara o con un professionista, non aumenta il rischio: aiuta. Se il pericolo è immediato, bisogna chiamare i servizi di emergenza del proprio Paese.

Vedi anche: Crisi suicidaria · Depressione · Autolesionismo

Per approfondire: Quando una persona cara parla di morire: chiedere, mettere in sicurezza, accompagnare

Pensiero automatico

Un pensiero automatico è un pensiero che sorge da solo, molto rapidamente, in reazione a una situazione, come «fallirò» o «ce l'ha con me». Spesso lo si prende per una verità senza verificarlo. Riconoscerlo è il primo passo della terapia cognitiva.

Vedi anche: Distorsione cognitiva · Ristrutturazione cognitiva · Ruminazione

Psichiatra

Lo psichiatra è un medico specializzato nei disturbi psichici. Poiché è un medico, può fare una diagnosi medica, prescrivere farmaci, richiedere esami e decidere un ricovero. Molti psichiatri praticano anche la psicoterapia.

Vedi anche: Psicologo · Pedopsichiatra · Psicotropo

Psicoanalisi

La psicoanalisi è una teoria del funzionamento psichico e un metodo di cura fondati da Sigmund Freud. La persona parla liberamente di ciò che le viene in mente, nel corso di numerose sedute, per portare alla luce conflitti e desideri di cui non è consapevole. I suoi effetti su disturbi precisi sono stati studiati meno di quelli di altre psicoterapie.

Vedi anche: Terapia psicodinamica · Meccanismo di difesa · Negazione

Psicoeducazione

La psicoeducazione consiste nello spiegare a una persona, e spesso ai suoi familiari, che cos'è il suo disturbo, come funziona e come si cura. Capire meglio ciò che succede riduce la paura e la vergogna, e aiuta a partecipare attivamente alle cure.

Vedi anche: Psicoterapia · Stigma

Psicologo

Lo psicologo ha seguito un lungo percorso di studi universitari in psicologia. Valuta il funzionamento psichico, con colloqui e test, e accompagna le persone con la psicoterapia. Non è un medico e quindi non prescrive farmaci. Il titolo è protetto dalla legge in molti Paesi.

Vedi anche: Psichiatra · Psicoterapeuta · Neuropsicologo · Valutazione psicologica

Psicosi

La psicosi è uno stato in cui il contatto con la realtà è alterato: la persona può avere allucinazioni, idee deliranti o un pensiero disorganizzato, spesso senza rendersi conto di essere malata. Un primo episodio psicotico richiede cure rapide: prima viene trattato, migliore è in genere l'evoluzione.

Vedi anche: Allucinazione · Delirio · Schizofrenia · Antipsicotico

Per approfondire: Sentire voci: capire e affrontare

Psicostimolante

In medicina, uno psicostimolante è un farmaco che migliora l'attenzione e riduce l'impulsività; è il trattamento farmacologico più usato nell'ADHD. Viene prescritto e seguito da un medico, che controlla in particolare l'appetito, il sonno e la pressione arteriosa.

Vedi anche: Disturbo da deficit di attenzione/iperattività (ADHD) · Psicotropo

Psicoterapeuta

Lo psicoterapeuta è un professionista formato a curare con la parola e con degli esercizi, senza farmaci. A seconda dei Paesi, questo titolo è riservato ad alcuni professionisti, il più delle volte psicologi e medici, che hanno seguito una formazione riconosciuta. È meglio verificare la sua formazione e il metodo che pratica.

Vedi anche: Psicoterapia · Psicologo · Psichiatra

Psicotropo

Detto anche: Sostanza psicotropa

Uno psicotropo è una sostanza che agisce sul cervello e modifica l'umore, il pensiero, la vigilanza o il comportamento. La parola indica i farmaci della psichiatria, come gli antidepressivi o gli ansiolitici, ma anche sostanze come l'alcol o la cannabis.

Vedi anche: Antidepressivo · Ansiolitico · Antipsicotico · Stabilizzatore dell'umore

PTSD complesso

Detto anche: Disturbo da stress post-traumatico complesso

Il PTSD complesso, descritto nell'ICD-11, compare spesso dopo traumi ripetuti e prolungati a cui era difficile sottrarsi, come violenze nell'infanzia o nella coppia. Ai sintomi del PTSD si aggiungono difficoltà durature a regolare le proprie emozioni, un'immagine di sé molto svalutata e difficoltà nelle relazioni.

Vedi anche: Disturbo da stress post-traumatico (PTSD) · Trauma psichico · Regolazione emotiva

Per approfondire: Capire il trauma e la finestra di tolleranza

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Q

Quoziente intellettivo (QI)

Il QI è un punteggio ottenuto in un test di intelligenza. Colloca i risultati di una persona rispetto a quelli delle persone della sua età: la media è fissata a 100, e la maggior parte delle persone si trova tra 85 e 115. Misura alcune capacità di ragionamento, di memoria e di rapidità, non il valore di una persona né tutte le forme di intelligenza.

Vedi anche: Test psicometrico · Valutazione psicologica · Disturbo dello sviluppo intellettivo

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R

Rabbia

La rabbia è un'emozione normale, scatenata da un'ingiustizia, da un ostacolo o da una minaccia. Diventa un problema quando è troppo frequente, troppo intensa o si esprime con esplosioni che rovinano le relazioni. Si può imparare a riconoscerla presto e a esprimerla in un altro modo.

Vedi anche: Regolazione emotiva · Impulsività

Per approfondire: La rabbia: capirla e regolarla

Remissione

La remissione è il periodo in cui i sintomi di un disturbo sono scomparsi o quasi. Si parla di guarigione quando la remissione dura nel tempo. Continuare le cure per qualche tempo dopo la remissione riduce spesso il rischio di ricaduta.

Vedi anche: Ricaduta · Acuto e cronico

Resilienza

La resilienza è la capacità di attraversare una prova difficile e di ritrovare poi un buon equilibrio. Non è un dono che si ha o non si ha: dipende da molti fattori, come il sostegno delle persone vicine, e si può rafforzare.

Vedi anche: Trauma psichico · Stress · Benessere psicologico

Riabilitazione cognitiva

Detto anche: Rimedio cognitivo

La riabilitazione cognitiva è un allenamento, con esercizi progressivi, delle capacità di pensiero indebolite da un disturbo: l'attenzione, la memoria, la pianificazione. Si usa per esempio nella schizofrenia o dopo una lesione del cervello, per facilitare la vita quotidiana.

Vedi anche: Neuropsicologo · Schizofrenia

Ricaduta

Una ricaduta è il ritorno dei sintomi dopo un miglioramento. Non significa che le cure siano fallite: spesso fa parte del percorso. Conoscere i propri primi segnali d'allarme e sapere cosa fare in quel momento permette di agire prima.

Vedi anche: Remissione · Acuto e cronico

Ricovero psichiatrico

Un ricovero in psichiatria permette cure intensive e una protezione quando la persona è in grave pericolo, in crisi acuta o quando le cure a domicilio non bastano più. Il più delle volte è accettato liberamente e dura il tempo necessario per stabilizzare la situazione, poi le cure continuano fuori dall'ospedale.

Vedi anche: Cure senza consenso · Crisi suicidaria · Psichiatra

Rifiuto scolastico ansioso

Detto anche: Rifiuto scolastico, school refusal

Il rifiuto scolastico ansioso riguarda un bambino o un adolescente che non riesce più ad andare a scuola a causa di un'ansia molto forte, spesso con mal di pancia o mal di testa al mattino. Non è pigrizia né un capriccio. Più l'assenza dura, più il ritorno è difficile: è meglio agire presto, insieme alla scuola.

Vedi anche: Ansia da separazione · Ansia sociale · Bullismo

Per approfondire: Mio figlio non vuole più andare a scuola

Rilassamento

Il rilassamento raggruppa tecniche che riducono la tensione del corpo e l'attivazione legata allo stress: rilassare i muscoli uno dopo l'altro, rallentare il respiro, immaginare una scena rassicurante. Si impara e diventa efficace con l'allenamento. Dà sollievo, ma non sempre sostituisce un trattamento di fondo.

Vedi anche: Stress · Ansia · Mindfulness

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S

Salute mentale

La salute mentale è uno stato di benessere che permette di affrontare le difficoltà ordinarie della vita, di realizzare i propri progetti, di avere relazioni e di contribuire alla società. Non si riduce all'assenza di disturbi: si può avere un disturbo e vivere bene, oppure non averne e stare male.

Vedi anche: Disturbo mentale · Benessere psicologico

Schizofrenia

La schizofrenia è un disturbo mentale duraturo che unisce periodi di psicosi, con allucinazioni e idee deliranti, e difficoltà più costanti: mancanza di slancio, ritiro, disturbi dell'attenzione e della memoria. Non è uno «sdoppiamento della personalità». Con cure adeguate, molte persone si stabilizzano e conducono una vita ricca.

Vedi anche: Psicosi · Antipsicotico · Riabilitazione cognitiva · Stigma

Per approfondire: Una persona cara con la schizofrenia: capire e accompagnare

Screening

Detto anche: Individuazione precoce

Lo screening consiste nel cercare, con alcune domande o un breve questionario, i possibili segni di un disturbo in persone che non si rivolgono necessariamente a un professionista per questo motivo. Un risultato positivo non significa che si ha il disturbo: indica che è utile una valutazione più completa da parte di un professionista.

Vedi anche: Diagnosi · Test psicometrico

Somatizzazione

Detto anche: Psicosomatica

Si parla di somatizzazione quando difficoltà psicologiche, come lo stress o l'ansia, si esprimono attraverso sintomi fisici: mal di pancia, dolori, stanchezza. Questi sintomi sono reali e non immaginari. La parola «psicosomatico» indica più in generale i legami tra la mente e il corpo nella malattia.

Vedi anche: Disturbo da sintomi somatici · Stress

Sonnifero

Detto anche: Ipnotico

Un sonnifero è un farmaco che aiuta ad addormentarsi o a restare addormentati. Può essere d'aiuto per un breve periodo, ma perde efficacia con il tempo e può portare a una dipendenza. Per l'insonnia che dura, la terapia cognitivo-comportamentale per l'insonnia è il trattamento raccomandato per primo.

Vedi anche: Insonnia · Tolleranza · Disassuefazione

Per approfondire: Ritrovare il sonno: il programma Psychotip®

Sostegno alla genitorialità

Detto anche: Parent training, programma per genitori

Il sostegno alla genitorialità accompagna i genitori per aiutarli ad affrontare le difficoltà del loro bambino. I programmi strutturati insegnano, seduta dopo seduta, a rafforzare i momenti positivi, a dare istruzioni chiare e a reagire con calma ai comportamenti difficili. Sono stati studiati soprattutto per il comportamento oppositivo e per l'ADHD del bambino.

Vedi anche: Disturbo oppositivo provocatorio (DOP) · Disturbo da deficit di attenzione/iperattività (ADHD)

Per approfondire: Bambino oppositivo, bambino ADHD: il programma per genitori PSYCHOTIP®

Stabilizzatore dell'umore

Detto anche: Normotimico, timoregolatore

Uno stabilizzatore dell'umore è un farmaco che aiuta a prevenire le ricadute nel disturbo bipolare, sia gli episodi maniacali sia quelli depressivi. Si prende a lungo termine, e alcuni richiedono esami del sangue regolari per verificare che la quantità di farmaco presente nel sangue sia adeguata.

Vedi anche: Disturbo bipolare · Mania e ipomania · Psicotropo

Stigma

Detto anche: Stigmatizzazione

Lo stigma è l'insieme dei pregiudizi e degli atteggiamenti di rifiuto verso le persone che hanno un disturbo mentale, per esempio crederle pericolose o pigre. Spinge molte persone a nascondere le proprie difficoltà e a rimandare le cure. Conoscere meglio i disturbi è uno dei modi per farlo arretrare.

Vedi anche: Disturbo mentale · Psicoeducazione

Stress

Lo stress è la reazione del corpo e della mente di fronte a una richiesta o a una minaccia: il cuore accelera, i muscoli si tendono, l'attenzione si concentra. A breve termine aiuta ad agire. Quando dura troppo a lungo senza recupero, sfinisce e può favorire disturbi come l'ansia, l'insonnia o il burnout.

Vedi anche: Ansia · Burnout · Rilassamento

Per approfondire: Prevenire il burnout

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T

Terapia cognitivo-comportamentale (TCC)

La TCC è una psicoterapia che lavora sul legame tra pensieri, emozioni e comportamenti. Si impara a riconoscere i pensieri che alimentano la sofferenza e a cambiare gradualmente le abitudini che la peggiorano, con esercizi da fare tra una seduta e l'altra. È una delle psicoterapie più studiate, in particolare per l'ansia, la depressione e l'insonnia.

Vedi anche: Ristrutturazione cognitiva · Esposizione · Attivazione comportamentale · Pensiero automatico

Per approfondire: Capire e calmare l'ansia

Terapia dell'accettazione e dell'impegno (ACT)

L'ACT è una forma recente di terapia comportamentale. Invece di lottare contro i pensieri e le emozioni spiacevoli, si impara a fare loro spazio senza lasciarsi guidare da essi, e ad agire secondo ciò che conta davvero per sé, cioè i propri valori.

Vedi anche: Terapia cognitivo-comportamentale (TCC) · Mindfulness

Terapia dialettico-comportamentale (DBT)

La DBT è una terapia pensata per le persone che hanno emozioni molto intense e mutevoli, in particolare nel disturbo borderline di personalità. Unisce sedute individuali e gruppi in cui si imparano abilità concrete: superare una crisi, regolare le proprie emozioni, gestire meglio le relazioni.

Vedi anche: Disturbo borderline di personalità · Regolazione emotiva · Autolesionismo

Per approfondire: Le emozioni che traboccano: instabilità e disturbo borderline

Terapia elettroconvulsivante (TEC)

Detto anche: ECT, elettroshock

La TEC è un trattamento che provoca una breve crisi convulsiva in anestesia generale, per mezzo di una leggera corrente elettrica. È riservata a situazioni precise, come una depressione molto grave che non ha risposto agli altri trattamenti. Eseguita oggi in anestesia, non ha nulla a che vedere con le vecchie immagini che se ne conservano.

Vedi anche: Depressione

Terapia interpersonale

Detto anche: IPT

La terapia interpersonale è una psicoterapia breve, studiata soprattutto nella depressione. Parte dalle relazioni e dagli eventi della vita: un lutto, un conflitto, un cambiamento di ruolo, l'isolamento. Si cerca di attraversare meglio queste situazioni, e questo dà sollievo all'umore.

Vedi anche: Depressione · Psicoterapia

Terapia psicodinamica

La terapia psicodinamica si ispira alla psicoanalisi, in una forma più breve e più centrata su un problema. Cerca di capire come la storia della persona, le sue relazioni passate e ciò che non percepisce di sé influenzano ciò che vive oggi.

Vedi anche: Psicoanalisi · Meccanismo di difesa

Terapia sistemico-relazionale

Detto anche: Terapia familiare

Questa terapia considera che la difficoltà di una persona si inserisce in un insieme di relazioni: la coppia, la famiglia. Si lavora quindi con più membri della famiglia insieme, per capire e cambiare il modo in cui comunicano e reagiscono gli uni agli altri.

Vedi anche: Psicoterapia · Sostegno alla genitorialità

Test psicometrico

Un test psicometrico è uno strumento standardizzato che misura una capacità o un tratto, come la memoria, l'attenzione o l'intelligenza. Viene somministrato nelle stesse condizioni per tutti, e il risultato è confrontato con quello di migliaia di persone della stessa età. Non si interpreta mai da solo, ma insieme al colloquio e alla storia della persona.

Vedi anche: Valutazione psicologica · Quoziente intellettivo (QI)

Tic e sindrome di Tourette

Detto anche: Sindrome di Gilles de la Tourette

Un tic è un movimento o un suono improvviso, rapido e ripetuto, difficile da trattenere: sbattere le palpebre, alzare le spalle, schiarirsi la gola. I tic sono frequenti nel bambino e spesso passeggeri. La sindrome di Gilles de la Tourette unisce diversi tic motori e almeno un tic vocale per più di un anno.

Vedi anche: Disturbo da deficit di attenzione/iperattività (ADHD) · Disturbo ossessivo-compulsivo (DOC)

Tolleranza

Si parla di tolleranza quando, a forza di prendere una sostanza, ne serve di più per ottenere lo stesso effetto. È uno dei segni che possono annunciare una dipendenza, con l'alcol, alcune droghe o alcuni farmaci.

Vedi anche: Dipendenza · Disassuefazione

Trauma psichico

Detto anche: Trauma, traumatismo

Un trauma psichico è la ferita lasciata da un evento in cui ci si è trovati di fronte alla morte, a una minaccia grave o a delle violenze, come vittima o come testimone. Molte persone se ne riprendono con il tempo; in altre, i ricordi restano invadenti e possono portare a un disturbo da stress post-traumatico.

Vedi anche: Disturbo da stress post-traumatico (PTSD) · PTSD complesso · Flashback · Finestra di tolleranza

Per approfondire: Capire il trauma e la finestra di tolleranza

Tricotillomania e dermatillomania

Detto anche: Disturbo da strappamento di peli, disturbo da escoriazione

La tricotillomania consiste nello strapparsi i capelli o i peli in modo ripetuto, e la dermatillomania nel grattarsi o tormentarsi la pelle, fino a lasciare dei segni. La persona cerca di smettere senza riuscirci. Questi disturbi sono frequenti, spesso nascosti per vergogna, e una terapia comportamentale può aiutare.

Vedi anche: Disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) · Compulsione

Per approfondire: Strapparsi i capelli, grattarsi la pelle: riprendere il controllo

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V

Valutazione psicologica

Detto anche: Valutazione psicodiagnostica

Una valutazione psicologica è un esame approfondito svolto da uno psicologo. Unisce colloqui, questionari e test per descrivere il funzionamento di una persona: le sue capacità intellettive, la sua attenzione, le sue emozioni, la sua personalità. Aiuta a capire una difficoltà e a orientare le cure o gli adattamenti, per esempio a scuola.

Vedi anche: Test psicometrico · Quoziente intellettivo (QI) · Neuropsicologo

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Capire, poi agire

I programmi di Psychotip vanno oltre le definizioni: spiegano che cosa succede e propongono, passo dopo passo, ciò che aiuta davvero, basandosi sulla ricerca.

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