Lo stress post-traumatico: capire e ricostruirsi
Immagini che ritornano senza preavviso, notti spezzate, luoghi a cui non ci si avvicina più, e la sensazione che il pericolo non sia mai del tutto passato. Questa guida spiega che cosa distingue le reazioni normali delle prime settimane da uno stress post-traumatico che si è instaurato, che cosa lo mantiene e quali trattamenti hanno dato prova di efficacia. Propone poi un metodo concreto per ritrovare un punto d'appoggio nella vita di ogni giorno, che prepara e sostiene il lavoro svolto con un terapeuta.
Dott. Zayan Al-Falasi, medico psichiatra
In breve
Questa guida si rivolge agli adulti che hanno vissuto un evento grave, recente o lontano nel tempo, e che non riescono a lasciarselo alle spalle, così come alle persone a loro vicine. Spiega con parole semplici che cos'è il disturbo da stress post-traumatico, perché si instaura in alcune persone e non in altre, e che cosa la ricerca ha stabilito sui trattamenti, dalle terapie centrate sul trauma all'EMDR. Propone poi un metodo in sei tappe per capire i propri fattori scatenanti, tornare nel presente, ridurre l'evitamento, riprendere le attività, allentare la colpa e ritrovare il sonno, senza mai chiedere di ripercorrere da soli il ricordo. Dice infine quando consultare, a chi rivolgersi, e che cosa viene prima di tutto il resto: la vostra sicurezza.
- Tema
- Trauma · Ansia · Sonno
- Per chi
- Per sé
- Lingue
- FR · EN · DE · IT · ES · ZH · AR
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Il programma
Questa guida è un contenuto di psicoeducazione. Non sostituisce un consulto. Se pensate di morire o di farvi del male, parlatene il giorno stesso a un medico, a una persona cara o a una linea di prevenzione del suicidio; in caso di pericolo immediato, chiamate i servizi di emergenza del vostro paese. Se siete ancora esposti a un pericolo, per esempio a violenze in casa vostra, la vostra sicurezza viene prima di tutto il resto: la sezione 20 dice da dove cominciare. Questa guida non vi chiede mai di raccontare né di rivivere da soli ciò che vi è successo; se la lettura diventa troppo difficile, fate una pausa. Se bevete molto ogni giorno, non smettete bruscamente senza un parere medico, e non modificate mai da soli una terapia prescritta. Calcolate cinquantacinque minuti di lettura.
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Cosa contiene il seguito
- 3. Le prime settimane: reazioni normali
- 4. Ciò che aiuta nelle prime settimane, e ciò che non aiuta
- 5. Lo stress post-traumatico instaurato
- 6. Ciò che mantiene il disturbo
- 7. I trattamenti che hanno dato prova di efficacia
- 8. Ciò che la ricerca non stabilisce
- 9. Il metodo: che cosa fa, e che cosa lascia al terapeuta
- 10. Tappa 1: capire i propri fattori scatenanti
- 11. Tappa 2: tornare nel presente
- 12. Tappa 3: ridurre l'evitamento a piccoli passi
- 13. Tappa 4: riprendere le attività
- 14. Tappa 5: la colpa e la vergogna
- 15. Tappa 6: il sonno e gli incubi
- 16. Il trauma complesso
- 17. La dissociazione
- 18. Le idee suicidarie
- 19. L'alcol, la cannabis e i farmaci per tenere duro
- 20. Quando la violenza continua
- 21. Le situazioni particolari
- 22. Le persone vicine
- 23. Quando consultare, e chi
- 24. Otto settimane, passo dopo passo
- 25. Domande frequenti
- 26. Da ricordare
- 27. Fonti e fondamenti
Domande frequenti
Non sono stato ferito, ho solo assistito alla scena. Posso avere un DSPT? Sì. Essere testimoni diretti di un evento in cui qualcuno muore o rischia di morire fa parte delle situazioni riconosciute, così come venire a sapere della morte violenta o accidentale di una persona cara.
Perché proprio io, se altri che hanno vissuto la stessa cosa stanno bene? Perché il rischio dipende da fattori che, in buona parte, non dipendono da voi, come ciò che avete provato durante l'evento o il sostegno ricevuto dopo. Sviluppare un DSPT non dice nulla del vostro coraggio.
È successo quindici anni fa. È troppo tardi? No. Le terapie centrate sul trauma sono efficaci su eventi lontani nel tempo, e un ricordo incompleto non impedisce di essere curati.
Dovrò raccontare tutto? Il trattamento ritorna sul ricordo, ma con i vostri tempi, in modo preparato, con qualcuno accanto a voi. La terapia dell'elaborazione cognitiva può perfino essere svolta senza un racconto scritto. Per contro, evitare il ricordo a lungo gli impedisce di archiviarsi, come spiega la sezione 6.
Bisogna parlare subito dopo l'evento per evitare il trauma? Parlare con qualcuno di fiducia, se lo desiderate, aiuta. Essere obbligati a raccontare tutto in una seduta unica, poco dopo i fatti, non ha mostrato benefici e ha danneggiato alcune persone negli studi clinici.
L'EMDR è una cosa seria? Sì, fa parte dei trattamenti raccomandati. Il suo meccanismo resta dibattuto, ma la sua efficacia è accertata, e potete preferirla a una TCC centrata sul trauma.
I farmaci possono bastare? Alcuni antidepressivi sono un'opzione se preferite una cura farmacologica, ma le raccomandazioni mettono al primo posto le psicoterapie centrate sul trauma. La decisione si prende con il medico.
Prendo un tranquillante dall'evento. Devo smettere? Non di vostra iniziativa. Le benzodiazepine non curano il DSPT e possono ostacolare la terapia, ma una sospensione brusca comporta dei rischi: il vostro medico può organizzare una riduzione graduale.
Perché sono così irritabile con le persone che amo? Perché l'allarme permanente abbassa la soglia di tolleranza: il corpo resta pronto a difendersi, e la minima contrarietà scatena la reazione. L'irritabilità fa parte del disturbo e in genere diminuisce con il trattamento.
Posso seguire un trattamento online? In certi casi, sì. Il NICE propone di prenderlo in considerazione, accompagnato da un professionista, se lo preferite, se l'evento risale a più di tre mesi prima, se i vostri sintomi non sono gravi e se non ci sono né una dissociazione importante né un rischio per voi stessi o per gli altri.
Tornerà? I benefici delle terapie centrate sul trauma si mantengono in genere nel tempo. Alcuni ricordi possono però risvegliarsi in occasione di un anniversario o di un processo; per questo le raccomandazioni prevedono, se necessario, sedute di richiamo attorno alle date difficili.