Acufeni: ridurre il disturbo quando il rumore non se ne va
Un fischio che nessun altro sente, che invade il silenzio della sera e vi rosicchia le notti. Questa guida dice prima di tutto quali segni impongono di vedere presto un medico, poi spiega perché il disturbo varia tanto da una persona all'altra. Propone quindi un metodo passo dopo passo, tratto dalle terapie che hanno dato prova di efficacia, perché un suono che non se ne va smetta di dirigere le vostre giornate e il vostro sonno.
Dott. Zayan Al-Falasi, medico psichiatra
In breve
Questa guida si rivolge agli adulti che sentono un acufene da settimane o da anni, e che soffrono a causa di questo suono. Comincia da ciò che spetta al medico o all'otorinolaringoiatra (ORL), lo specialista delle orecchie, e dai segni che impongono di consultare presto. Spiega poi ciò che la ricerca ha stabilito: nessun farmaco fa tacere l'acufene, ma la terapia cognitivo-comportamentale riduce il disturbo in modo reale, anche online, e gli apparecchi acustici sono utili quando l'udito è calato. Propone infine un metodo passo dopo passo per sorvegliare meno il suono, smettere di fuggire il silenzio, proteggere le orecchie senza iperproteggersi, ritrovare il sonno, addomesticare i rumori di tutti i giorni e attraversare i picchi.
- Tema
- Stress e burnout · Sonno · Ansia
- Per chi
- Per sé
- Lingue
- FR · EN · DE · IT · ES · ZH · AR
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Il programma
Questa guida è un contenuto di psicoeducazione. Non sostituisce un consulto. Un calo improvviso dell'udito, da un orecchio o da entrambi, è un'urgenza: fatevi visitare il giorno stesso, da un medico otorinolaringoiatra (ORL), lo specialista di orecchie, naso e gola, o in pronto soccorso, e al più tardi entro ventiquattro ore, perché una presa in carico rapida può migliorare il recupero. Consultate senza aspettare, in pronto soccorso se necessario, anche se l'acufene è accompagnato da una vertigine violenta, da una debolezza o da una paralisi del viso, da una difficoltà a parlare o da una debolezza di un lato del corpo, se è comparso dopo un colpo alla testa o insieme a un mal di testa improvviso e insolito, o se si è messo all'improvviso a battere al ritmo del vostro cuore. Un acufene da un solo lato, o che batte al ritmo del cuore da un certo tempo, richiede un appuntamento rapido dall'ORL (vedi la sezione 2). Se questo rumore vi fa pensare di morire, parlatene il giorno stesso al vostro medico, a una persona cara o a una linea di prevenzione del suicidio; in caso di pericolo immediato, chiamate i servizi di emergenza del vostro paese. Non modificate mai da soli una terapia prescritta. Calcolate cinquantacinque minuti di lettura.
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Cosa contiene il seguito
- 3. Che cos'è un acufene
- 4. Perché il disturbo varia tanto da una persona all'altra
- 5. Che cosa dice la ricerca: ciò che aiuta
- 6. Ciò che non funziona, o non è dimostrato
- 7. Fare il punto: due settimane di osservazione
- 8. Tappa 1: rilassare il corpo
- 9. Tappa 2: sorvegliare meno il suono
- 10. Tappa 3: rispondere ai pensieri che fanno del suono una minaccia
- 11. Tappa 4: non fuggire il silenzio
- 12. Tappa 5: proteggere le orecchie senza iperproteggersi
- 13. Tappa 6: ritrovare le notti
- 14. Tappa 7: fare spazio al suono invece di lottare
- 15. Tappa 8: riprendersi ciò che l'acufene ha tolto
- 16. L'iperacusia: quando i rumori ordinari diventano troppo forti
- 17. I picchi: quando il suono sale
- 18. L'umore, l'ansia e le idee suicidarie
- 19. Le situazioni particolari
- 20. Per le persone vicine
- 21. Quando consultare, e chi
- 22. Otto settimane, passo dopo passo
- 23. Domande frequenti
- 24. Da ricordare
- 25. Fonti e fondamenti
Domande frequenti
Il mio acufene scomparirà? Un acufene recente a volte scompare da solo, e il disturbo di un acufene ormai stabilizzato tende a calare un po' con il tempo. Nessun trattamento garantisce però il silenzio. Il metodo di questa guida agisce su un'altra cosa, il posto del suono: le vostre notti, la vostra attenzione, ciò che fate delle vostre giornate.
Diventerò sordo? L'acufene in sé non rende sordi: è una percezione prodotta dal sistema uditivo, non una malattia che danneggia l'orecchio. È piuttosto il contrario: accompagna spesso una perdita dell'udito già presente, che l'audiometria misura e che un apparecchio acustico può compensare. Proteggete le orecchie dai rumori forti, e segnalate al medico qualsiasi calo dell'udito, soprattutto se improvviso.
Se mi propongono una TCC, vuol dire che pensano che sia tutto nella mia testa? No. Il suono viene dal sistema uditivo, e nessuno sostiene il contrario. La TCC agisce su ciò che il cervello fa di questo suono: la sorveglianza, la paura, l'insonnia, il ritiro. È l'approccio la cui efficacia è meglio dimostrata, e le linee guida lo mettono al primo posto.
Esiste un farmaco o un integratore efficace? Nessun farmaco e nessun integratore ha dimostrato di ridurre l'acufene in sé, e le linee guida sconsigliano di prenderne a questo scopo. Un trattamento può invece essere utile per una depressione, un'ansia o un'insonnia associate, e questa decisione si prende con il medico.
Devo portare sempre i tappi per le orecchie? No. Teneteli per i rumori davvero forti, come un concerto, attrezzi rumorosi o un cantiere. Portati nei luoghi ordinari, rischiano di rendere i suoni di tutti i giorni più difficili da sopportare.
Un'app di rumore bianco può aiutarmi? Può attenuare il contrasto con il silenzio e aiutare ad addormentarsi, a condizione che il suono resti basso e non diventi indispensabile: ciò che mantiene il disturbo è non riuscire più a restare un minuto nella calma. Gli studi non mostrano che il suono, da solo, curi l'acufene. La Haute Autorité de santé lo raccomanda come complemento di altri approcci, come la TCC: è quindi un appoggio utile, non un trattamento a sé stante.
Posso ancora andare ai concerti? Sì, con protezioni adeguate, come raccomandano la Haute Autorité de santé e l'Assurance Maladie per i rumori forti. Se il suono sale il giorno dopo, si applica il piano per i picchi. Un calo dell'udito che persiste va mostrato all'ORL.
Lo stress fa salire il mio acufene? Spesso sì: l'Assurance Maladie cita la stanchezza e lo stress tra le circostanze che lo rendono più intenso. Lo stress mette il corpo in allerta e rende l'attenzione più vigile, così che il suono sembra più presente e più penoso. Per questo il rilassamento e il lavoro sui pensieri riducono spesso il disturbo, anche quando il volume non cambia.
Un apparecchio acustico può aiutare se ci sento «più o meno bene»? Se l'audiometria mostra una perdita dell'udito, anche lieve, se ne può discutere con l'ORL e l'audioprotesista, e la Haute Autorité de santé prevede allora una prova di due mesi. Senza perdita dell'udito, le linee guida non lo propongono.
Quanto tempo ci vuole per stare meglio? I programmi valutati duravano da tre a ventidue settimane, e nello studio britannico online il miglioramento si vedeva già dalla quarta settimana. Mettete in conto diverse settimane di esercizi regolari prima di giudicare, e giudicate in base al disturbo, non al volume.