ADHD nel bambino e nell'adolescente: le strategie che funzionano a casa
Capire l'ADHD e poi mettere in atto ciò che conta a casa: richieste, routine, compiti, schermi, sonno, adolescenza e farmaci. Ciò che la ricerca conferma e ciò che esclude.
Dott. Zayan Al-Falasi, medico psichiatra
In breve
Questa risorsa è rivolta ai genitori di un bambino o di un adolescente con ADHD, diagnosticato o sospettato. Spiega prima il meccanismo del disturbo, poi descrive le strategie di cui è stata misurata l'efficacia — quelle che si praticano a casa, ogni giorno. La questione dei farmaci è trattata con franchezza, senza promuoverli né squalificarli.
- Tema
- ADHD
- Per chi
- Per una persona cara
- Lingue
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Il programma
Questa risorsa accompagna un percorso di cura, non lo sostituisce. Vi troverete la descrizione dei sintomi usata dai clinici, ma leggere una descrizione non permette di formulare una diagnosi: solo un neuropsichiatra infantile, un pediatra o uno psicologo formato può farlo, dopo un colloquio, questionari compilati da più adulti e l'esclusione di altre possibili spiegazioni. Nessuna decisione su un farmaco si prende leggendo un testo, compreso questo: si prende con il medico che segue vostro figlio. Se siete preoccupati per l'umore, il sonno o la sicurezza di vostro figlio, fissate un appuntamento senza attendere la fine di questa lettura; in caso di pericolo immediato, contattate i servizi di emergenza del vostro paese (vedi la sezione 22).
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Cosa contiene il seguito
- 3. Che cosa cambia a casa
- 4. Sei principi che fanno la differenza
- 5. Rendere visibili il tempo e le regole
- 6. Dare una richiesta che va a buon fine
- 7. L'attenzione positiva: la risorsa meno usata
- 8. Un sistema a punti che dura nel tempo
- 9. I comportamenti da non alimentare
- 10. La mattina e la sera: due routine da scrivere
- 11. I compiti
- 12. Gli schermi
- 13. Il sonno
- 14. Sport e alimentazione: che cosa aiuta, che cosa non fa nulla
- 15. L'adolescenza: che cosa cambia dai dodici anni
- 16. I farmaci
- 17. La scuola: che cosa potete chiedere
- 18. L'autostima e le emozioni
- 19. Fratelli e sorelle, la coppia, e voi
- 20. Otto errori frequenti
- 21. Domande frequenti
- 22. Quando consultare senza attendere
- 23. Che cosa potete aspettarvi
- 24. Fonti e fondamenti
Domande frequenti
"Mio figlio si concentra per ore su uno schermo. Allora non è ADHD?" Al contrario, è tipico. Qui l'attenzione dipende fortemente dall'interesse immediato, dalla novità e dal ritmo della ricompensa. Uno schermo fornisce tutti e tre, una pagina di grammatica nessuno dei tre.
"Serve una diagnosi per applicare queste strategie?" No: sono senza rischi e utili a molti bambini. Ma se le difficoltà incidono sulla scuola, sull'umore o sulla vita familiare, fate la valutazione — apre l'accesso agli adattamenti scolastici ed esclude altre spiegazioni.
"Mi hanno detto che l'ADHD è sovradiagnosticato." La sovradiagnosi e la sottodiagnosi si verificano entrambe, a volte nello stesso paese: bambini agitati ricevono un'etichetta rapida, mentre bambini disattenti — spesso bambine — attraversano tutta la scuola senza essere individuati. È un argomento a favore di una valutazione seria, non contro la valutazione.
"Passerà con l'età?" L'agitazione spesso diminuisce. Le difficoltà di attenzione e di organizzazione persistono in una maggioranza, in forma attenuata. L'obiettivo non è attendere la scomparsa del disturbo, ma costruire strategie che restino utili a vent'anni.
"Quanto tempo prima di vedere un cambiamento?" Per le richieste e l'attenzione positiva, qualche giorno. Per un sistema a punti, due-tre settimane. Per le routine del mattino e della sera, un mese. Se dopo sei settimane di applicazione regolare non si muove nulla, manca un pezzo: parlatene in consultazione anziché aumentare la pressione.