Le abbuffate e la bulimia
Mangiare molto, in fretta, senza riuscire a fermarsi, poi la vergogna, le promesse, e il giorno dopo passato a recuperare. Questa guida spiega che cos'è davvero un'abbuffata, perché la restrizione alimentare ne è il carburante principale, e come uscire dal circolo: mangiare regolarmente, osservare senza giudicarsi, disinnescare i fattori scatenanti, e ritrovare un rapporto vivibile con il corpo e con il cibo.
Dott. Zayan Al-Falasi, medico psichiatra
In breve
Questa guida si rivolge agli adulti che hanno abbuffate di tipo bulimico o episodi di alimentazione incontrollata, a chi si chiede se ciò che vive abbia un nome, e alle persone vicine che cercano di capire. Descrive ciò che la ricerca ha stabilito: le abbuffate non sono un problema di volontà, si mantengono attraverso un meccanismo preciso, e questo meccanismo si può smontare. Propone poi un metodo concreto, collaudato, che comincia con una misura semplice e controintuitiva — rimettere pasti regolari — e prosegue per diverse settimane.
- Tema
- Disturbi alimentari
- Per chi
- Per sé
- Lingue
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Il programma
Questa guida è un contenuto di psicoeducazione. Non sostituisce un consulto. Alcuni segni impongono un parere medico rapido: vomito dopo le abbuffate, anche occasionale, malessere, palpitazioni, capogiri, debolezza muscolare, uso regolare di prodotti destinati a eliminare ciò che è stato mangiato, abbuffate durante una gravidanza o in una persona diabetica. Vedete la sezione 21. Se pensate di morire, chiamate il vostro medico il giorno stesso oppure, in caso di pericolo immediato, i servizi di emergenza. Contate sessanta minuti di lettura.
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Cosa contiene il seguito
- 3. Bulimia, alimentazione incontrollata: che cosa le distingue
- 4. Il circolo: restrizione, abbuffata, senso di colpa
- 5. Che cosa dice la ricerca
- 6. A che cosa serve l'abbuffata
- 7. Fare il punto
- 8. Mangiare regolarmente: la prima misura
- 9. Il quaderno di auto-registrazione
- 10. Individuare i fattori scatenanti
- 11. Quando il desiderio sale: le alternative
- 12. Le regole alimentari e i pensieri che le sostengono
- 13. La bilancia
- 14. Il corpo: controllare, evitare, confrontare
- 15. Dopo un'abbuffata: spezzare il circolo
- 16. Il piano, settimana per settimana
- 17. L'auto-aiuto guidato e le terapie che funzionano
- 18. Quando si fa resistenza
- 19. Le situazioni particolari
- 20. Il peso e la salute, senza stigmatizzazione
- 21. I segni che impongono un parere medico
- 22. Le persone vicine
- 23. Prevenire la ricaduta
- 24. Quando consultare, e che cosa chiedere
- 25. Domande frequenti
- 26. Da ricordare
- 27. Fonti e fondamenti
Domande frequenti
Ho davvero delle abbuffate, o mangio solo troppo? Guardate la perdita di controllo piuttosto che la quantità. Se avete la sensazione di non riuscire a fermarvi, se l'episodio è seguito da vergogna e se cercate di nasconderlo, si tratta proprio di un'abbuffata, qualunque sia stata la quantità.
Perché le abbuffate arrivano sempre la sera? Perché la giornata di restrizione le prepara, perché la stanchezza abbassa le resistenze, perché la solitudine e il vuoto sono più presenti, e perché la sera è il momento in cui la sorveglianza interiore si allenta. È la combinazione più prevedibile del disturbo.
Se mangio regolarmente, ingrasserò? È il timore più frequente, e non trova conferma nei protocolli valutati. Le abbuffate rappresentano spesso una parte importante degli apporti; ridurle compensa ampiamente i pasti aggiunti. La stabilità vale più dell'alternanza tra restrizione e abbuffata.
Bisogna eliminare gli alimenti che scatenano le mie abbuffate? Temporaneamente, durante le prime settimane, è ragionevole non tenerli a portata di mano. Definitivamente, no: un alimento proibito diventa un alimento carico, e la carica è proprio ciò che scatena. L'obiettivo è reintrodurli con calma, come spiega la sezione 12.
Posso uscirne senza terapia? Una parte delle persone ci riesce, in particolare con un programma strutturato e un accompagnamento leggero: è ciò che mostrano i lavori sull'auto-aiuto guidato. Se non si muove nulla dopo due mesi di applicazione seria, o se vi fate vomitare, un accompagnamento è necessario.
Quanto tempo ci vuole per stare meglio? Le abbuffate diminuiscono spesso nelle prime settimane. Il rapporto con il corpo e il posto del peso nell'autostima richiedono diversi mesi, a volte più di un anno. I due calendari sono diversi, ed è normale che il secondo sia più lento.
Mi faccio vomitare ma non tutti i giorni. È grave? Non esiste una frequenza priva di rischio. Le conseguenze sui sali dell'organismo, sul cuore, sull'esofago e sui denti non dipendono soltanto dal numero di episodi. Parlatene con un medico, senza aspettare una «soglia».
Il mio peso è normale, ho il diritto di chiedere aiuto? Sì. La maggior parte delle persone che hanno abbuffate ha un peso ordinario, ed è proprio questo a rendere invisibile il disturbo. La sofferenza e le ripercussioni bastano a giustificare una visita.
Le abbuffate possono venire dalla mancanza di qualcosa nella mia alimentazione? La restrizione globale ha un ruolo centrale, ed è in questo senso che «mancare» conta. Nessun integratore né dieta particolare ha invece dimostrato un effetto sulle abbuffate. Ciò che funziona è la regolarità.
Che cosa faccio se ho un'abbuffata dopo diverse settimane senza? Il pasto successivo si fa all'ora prevista, annotate ciò che è successo, e riprendete il filo. Un'abbuffata isolata dopo un miglioramento è un incidente ordinario, non un ritorno al punto di partenza.
Il mio partner dice che basta controllarsi. Come glielo spiego? Potete mostrargli la sezione 5: sono le persone che esercitano più controllo alimentare ad avere più abbuffate, e la restrizione è un fattore scatenante documentato. Non è una questione di carattere, è un meccanismo.
Le applicazioni di monitoraggio alimentare possono aiutarmi? Il più delle volte peggiorano le cose: rafforzano il conteggio, le regole e la sorveglianza. Preferite un quaderno senza numeri, centrato sugli orari, sul contesto e sulle emozioni.
Mi costringeranno a mangiare o a ingrassare se mi faccio seguire? Non è così che si svolge una presa in carico delle abbuffate. Il lavoro riguarda la regolarità, le regole e il rapporto con il corpo; le decisioni appartengono a voi, e potete porre questa domanda fin dal primo appuntamento.