Vivere con il dolore cronico
Avere dolore da mesi, sentirsi dire che gli esami sono normali, e vedere la propria vita restringersi attorno al dolore. Questa guida parte da un principio semplice: il vostro dolore è reale. Spiega perché persiste e come la paura e l'evitamento lo mantengono, poi propone un metodo concreto per dosare l'attività, riprendere ciò che conta, dormire meglio e prepararsi alle riacutizzazioni, a complemento del vostro percorso medico.
In breve
Questa guida si rivolge agli adulti che hanno dolore da più di tre mesi, che si tratti della schiena, del collo, delle articolazioni, della testa o di dolori diffusi come nella fibromialgia, e alle persone che stanno loro vicino. Si basa su ciò che la ricerca ha stabilito: il ruolo della paura e dell'evitamento, l'utilità reale ma modesta delle terapie cognitivo-comportamentali, della terapia di accettazione e impegno e dell'attività fisica, e la prudenza raccomandata con gli antidolorifici potenti a lungo termine. Propone un metodo passo dopo passo in otto settimane, dice che cosa discutere con il proprio medico, e precisa quali segnali devono spingere a consultare senza aspettare.
- Tema
- Stress e burnout
- Per chi
- Per sé
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Domande frequenti
Se il mio dolore è reale, perché mi si parla di psicologia? Perché ogni dolore, anche quello di una frattura, passa per il sistema nervoso e varia con il sonno, la paura e l'umore. Un aiuto psicologico non presuppone che il dolore sia inventato: si occupa di ciò che lo amplifica e di ciò che vi toglie.
I miei esami sono normali. Hanno cercato male? Non per forza. Molti dolori cronici non corrispondono ad alcuna lesione visibile, e molte lesioni visibili non fanno male. Se il dolore cambia natura o se compare un segnale d'allarme, una rivalutazione è giustificata; altrimenti, moltiplicare gli esami alimenta soprattutto la preoccupazione.
Muovermi rischia di rovinarmi la schiena o le articolazioni? Nella grande maggioranza dei dolori cronici, l'attività dosata e progressiva non danneggia, e l'inattività prolungata peggiora le cose. Verificate con il vostro medico o il vostro fisioterapista che nessun movimento vi sia sconsigliato, poi riprendete per gradini.
La fibromialgia esiste davvero? Sì. Fa parte dei dolori cronici primari riconosciuti dalla Classificazione internazionale delle malattie. I suoi meccanismi non sono del tutto compresi, ma il dolore, la stanchezza e i disturbi del sonno che provoca sono ben reali.
Il mio dolore scomparirà? Nessuno può promettervelo, e diffidate di chi lo fa. Alcuni dolori si attenuano, altri persistono. Si può invece migliorare nettamente la propria vita, il proprio sonno e il proprio morale anche quando il dolore cala poco.
Gli antidolorifici potenti sono pericolosi? Hanno il loro posto in alcune situazioni, decise con un medico. Nel dolore cronico primario, la linea guida britannica sconsiglia di iniziarli, in mancanza di prove di efficacia e per il rischio di dipendenza a lungo termine. Se li prendete già, non sospendeteli da soli: fate il punto con il vostro medico.
Mi propongono un antidepressivo. Pensano che io sia depresso? Non necessariamente. Alcuni antidepressivi vengono proposti per il loro possibile effetto sul dolore, sul sonno e sulla qualità della vita, anche senza depressione. Chiedete che cosa ci si aspetta dal farmaco e quando se ne valuterà l'effetto.
Accettare il dolore non vuol dire arrendersi? No. Rassegnarsi è rinunciare a vivere. Accettare è smettere di fare della lotta contro il dolore l'unico progetto, senza rinunciare alle cure.
Una persona a me cara dice di avere molto male, ma ieri ha fatto giardinaggio tutto il pomeriggio. Esagera? Quasi certamente no. Il dolore cronico fluttua, e molte persone approfittano dei giorni buoni per recuperare tutto, poi lo pagano dopo. Piuttosto che dubitare, aiutatela a dosare.
L'agopuntura, la neurostimolazione, gli ultrasuoni funzionano? Per il dolore cronico primario, la linea guida britannica invita a prendere in considerazione un solo ciclo di sedute di agopuntura, a determinate condizioni, e sconsiglia la neurostimolazione elettrica transcutanea, gli ultrasuoni e le correnti interferenziali, in mancanza di un beneficio dimostrato.
Quanto tempo ci vuole per vedere una differenza? Il dosaggio dell'attività e il sonno possono cambiare la vita quotidiana in poche settimane; la ripresa delle attività e il calo della paura richiedono spesso diversi mesi. Il dolore è spesso l'ultimo indicatore a muoversi: giudicate i vostri progressi da ciò che fate.