Pene d'amore: superare una rottura
Una rottura può fare male quanto un lutto: non si dorme più, si rileggono i messaggi, si controllano i social dell'altro, ci si chiede senza fine che cosa si è sbagliato. Questa guida spiega perché fa così male, che cosa prolunga il dolore e che cosa lo allevia, e propone un percorso concreto, dai primi giorni ai mesi successivi, per ritrovare chi siete.
Dott. Zayan Al-Falasi, medico psichiatra
In breve
Questa guida si rivolge alle persone che hanno appena vissuto una rottura amorosa, o che mesi dopo non riescono a superarla, che siano state lasciate, che abbiano deciso di andarsene o che la separazione sia stata di comune accordo. Si basa sugli studi che hanno seguito le persone giorno dopo giorno dopo una rottura: come evolve davvero la tristezza, perché la mancanza dell'altro somiglia a un'astinenza, che effetto ha controllare l'ex sui social, che cosa aiuta a ritrovare un'immagine chiara di sé. Propone regole semplici per i primi giorni, per il contatto con l'ex e per i pensieri che girano in tondo, e dice quando le pene d'amore richiedono l'aiuto di un professionista.
- Tema
- Coppia
- Per chi
- Per sé
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Il programma
Questa guida è un contenuto di psicoeducazione. Non sostituisce un percorso di aiuto. Se pensate di morire o di farvi del male, chiamate il vostro medico il giorno stesso, o i servizi di emergenza del vostro paese in caso di pericolo immediato: una rottura è uno degli eventi che più spesso precedono una crisi suicidaria, soprattutto nei giovani, e questo dolore si può curare. Se il vostro ex vi minaccia, vi segue, vi perseguita, o se durante la relazione avevate paura di lui o di lei, leggete il nostro programma Dominio e controllo: riconoscerli e uscirne e contattate una linea di aiuto specializzata del vostro paese. Contate trentacinque minuti di lettura.
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Cosa contiene il seguito
- 3. Che cosa dice la ricerca
- 4. Lasciati, di comune accordo, o chi se ne va: tre rotture diverse
- 5. I primi giorni: tenere duro
- 6. Il contatto con l'ex
- 7. I social e i controlli
- 8. Le onde e i pensieri che girano in tondo
- 9. Ritrovare chi si è
- 10. Riorganizzare la quotidianità
- 11. I ricordi, gli oggetti e i luoghi
- 12. La rabbia, il senso di colpa, l'umiliazione
- 13. Capire senza condannarsi
- 14. Il desiderio di tornare insieme
- 15. I nuovi incontri
- 16. Le situazioni particolari
- 17. Quando consultare, e che cosa chiedere
- 18. Domande frequenti
- 19. Da ricordare
- 20. Fonti e fondamenti
Domande frequenti
Quanto tempo ci vuole per superare una rottura? Non esiste una durata normale. Le formule che circolano, come «la metà della durata della relazione», non si basano su alcuno studio. Ciò che si sa è che la tristezza diminuisce in media nel corso delle settimane e dei mesi, a strappi, e che in genere se ne sovrastima la durata al momento del colpo. Se, dopo diversi mesi, nulla si muove, è un segnale per chiedere aiuto, non la prova che siete anormali.
È normale pensare all'altro tutto il tempo? Sì, all'inizio. I pensieri invadenti sono una reazione attesa alla perdita di una persona importante. Diventano un problema quando non diminuiscono con il tempo, e soprattutto quando vengono alimentati da controlli, contatti e rimuginio.
Devo bloccare il mio ex? Non è obbligatorio. Nascondere i suoi post basta a molte persone. Bloccare diventa utile se non riuscite a trattenervi dal guardare o dallo scrivere, o se l'altro vi scrive senza rispettare la vostra richiesta. Non è un gesto aggressivo, è un gesto di protezione.
Mi dice che possiamo restare amici. È possibile? A volte, più avanti. Quasi mai nelle settimane successive. Un'amicizia immediata spesso alimenta la speranza e impedisce alla tristezza di calare. Potete rispondere: «Forse un giorno. Per ora ho bisogno di distanza.»
Ho supplicato, ho mandato messaggi di cui mi pento. Ho rovinato tutto? Quasi tutti fanno cose di cui non vanno fieri durante una rottura. Non sono rivelazioni sul vostro valore. Ciò che conta ora è ciò che fate da oggi: interrompere i contatti, prendervi cura di voi, parlarne con qualcuno.
Troverò qualcun altro? Nessuno può promettervelo. Ciò che si sa è che la convinzione di non trovare mai più nessuno, così frequente dopo una rottura, è una previsione fatta nel momento peggiore, e che previsioni di questo tipo sono molto spesso troppo cupe.
E se fosse stata la persona della mia vita? È un pensiero molto frequente, e rende la rottura ancora più dolorosa. Una relazione che non poteva continuare, per un motivo o per l'altro, non può essere quella che vi accompagnerà per tutta la vita. Si può aver amato moltissimo qualcuno con cui la vita in comune non era possibile.
Il mio ex sta già con qualcun altro. Mi tradiva? Non necessariamente. Chi se ne va ha spesso cominciato a staccarsi molto prima della rottura, e questo spiega che possa impegnarsi altrove in fretta. A volte, in effetti, la nuova relazione era cominciata prima. Forse non lo saprete mai con certezza, e cercare di saperlo spesso alimenta il rimuginio più di quanto dia sollievo.
Le pene d'amore possono far ammalare? Possono accompagnarsi a disturbi del sonno, perdita di appetito, stanchezza, e a volte depressione. I dolori al petto sono frequenti nei momenti di ansia, ma un dolore toracico insolito deve sempre essere visitato da un medico, e non attribuito d'ufficio alle pene d'amore.